La Costa dei Trabocchi

Posizione: mare

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La Costa dei Trabocchi è il tratto di litorale della provincia di Chieti, in Abruzzo. I trabocchi sono antiche macchine da pesca su palafitta tipiche dei paesi sul mare di questa zona.Ogni borgo e paese ha mantenuto intatte le sue tradizioni legate alla pesca e non solo. Di seguito una carrellata dei posti più belli della Costa dei Trabocchi dove andare al mare in Abruzzo. La costa dei Trabocchi corrisponde al litorale Adriatico della provincia di Chieti caratterizzato dalla presenza del trabocco, una vecchia macchina da pesca su palafitta. La costa si snoda lungo Strada statale 16 Adriatica, da Francavilla al Mare fino a San Salvo, passando per Ortona, Fossacesia, San Vito Chietino e Vasto. Il tratto di costa abruzzese parte da qui, da Ortona, dove tra spiagge protette da rupi e mare azzurro potrete scoprire anche gli angoli suggestivi della cittadina. Non perdete una visita al Castello Aragonese. Il paese sorge su una collina rocciosa che si allunga fino al mare, da qui potrete vedere il paesaggio che dalla Maiella al Gran Sasso arriva fino a Vasto. Potrete osservare diversi trabocchi. Non perdete una passeggiata nelle spiagge Molo Sud e Calata Turchino. Il percorso continua raggiungendo Rocca San Giovanni, uno dei Borghi più belli d'Italia, dove la vita scorre con lentezza e dove il trabocco sulla spiaggia ci ricorda il paziente lavoro del traboccante che all'alba gettava le reti in mare. Raggiungetelo di sera per godere della calma e della pace del mare.
A Fossacesia la Marina si sviluppa lungo la costa. Qui troverete una picccola baia, il Golfo di Venere, con le spiagge fatte di ciottoli. A nord si trova il litorale roccioso di Punta Cavalluccio, punteggiato dai caratteristici trabocchi. La città di San Vito chietino oltre che per le sue spiagge e i trabocchi merita una visita per la casa dei pescatori costruita su un eremo che fu acquistata a fine 800 da Gabriele d'Annunzio e dove ambientò il suo romanzo "il Trionfo della Morte": oggi è infatti conosciuto Eremo Dannunziano. La costa del territorio di Vasto si estende per 20 km ed è formata da tratti di sabbia e tratti di scogliere, troverete infatti baie e calette meravigliose. Ci sono numerosi trabocchi in questo pezzo di litorale: un'esperienza da fare almeno una volta è cenare su queste vecchie strutture riconvertite in ristoranti, delle vere e proprie palafitte sull'acqua. Uno lo trovate sulla bellissima spiaggia di Punta Penna.

I trabocchi sono strane  e complesse macchine da pesca, issate su palafitte e sorrette quasi miracolosamente da una ragnatela di cavi e assi. Non hanno una forma stabile, ma, nelle loro parti essenziali, consistono in piattaforme, composte da tavole e travi non completamente connesse, elevate su primitivi pilastri conficcati sul fondo del mare o su scogli, e congiunte alla vicina riva da esili passerelle. Dalle piattaforme si staccano le antenne, che sostengono le reti per mezzo di un complicato sistema di carrucole e funi.I trabocchi hanno un’architettura leggera, verrebbe voglia di dire aerea, ma solida, in grado di sopportare il peso della robusta rete da pesca e le sollecitazioni delle tempeste marine.  Non sono un elemento architettonico stabile, ma dinamico, in rapporto costante con le forze della natura, con cui le loro eteree strutture  interagiscono  continuamente, in quanto ad ogni mareggiata perdono pezzi più o meno importanti, e, dopo ogni tempesta, hanno bisogno di aggiustamenti e riparazioni.A ripararli pensano “i traboccanti”, depositari e custodi di un’antica e affascinante arte, apparentemente primitiva e improvvisata, ma in realtà evoluta quanto le più complesse tecniche ingegneristiche.   I materiali adoperati sono i più vari e inizialmente erano legati alle disponibilità locali: l’olmo, l’abete e l’acacia erano i legni più usati, insieme alle corde di canapa. Oggi si adoperano molto anche i fili di ferro e le traversine delle ferrovia: l’importante è che tutti i materiali usati siano rigorosamente di riciclo. Nonostante la varietà dei legnami e dei materiali, comunque, i trabocchi risultano molto armonici ed eleganti nel complesso gioco di fili, corde e pali che si intrecciano tra loro, rendendoli simili  a “ragni colossali”, come dice il celebre poeta abruzzese Gabriele D’Annunzio.

 

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