Santuario di San Gabriele dell'Addolorata

Posizione: borghi

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Il santuario di san Gabriele dell’Addolorata, ai piedi del Gran Sasso, in provincia di Teramo, è  tra i più  conosciuti in Italia e in Europa. Una recente classifica lo colloca tra i primi quindici santuari più  frequentati del mondo. Due milioni di pellegrini vi arrivano ogni anno per pregare sulla tomba del giovane studente passionista San Gabriele dell’Addolorata. La sua fama non conosce confini. Sono almeno un migliaio le chiese a lui dedicate nei vari continenti. Un casello autostradale, ponti, viadotti, piazze, parcheggi, strade, scuole, ospedali portano il suo nome. Migliaia di persone nel mondo si chiamano Gabriele o Gabriella in suo onore. Un santo che attira ogni anno milioni di pellegrini, affascinati dalla sua vita e richiamati dai numerosi miracoli che Dio continua ad operare per sua intercessione. Il santuario dedicato al giovane santo è  divenuto, in questi ultimi decenni, uno dei fenomeni più  singolari della religiosità  popolare nell’Italia di fine millennio. La fama del santo dei miracoli si basa su una ininterrotta serie di fatti soprannaturali, testimoniati da migliaia di ex voto donati al santuario.Disegnato nella splendida cartolina che vede protagonista il Gran Sasso, è un luogo di culto famoso in tutto il mondo e viene visitato ogni anno da 2 milioni di fedeli, tra cui moltissimi giovani. Qui sono conservate le spoglie di, San Gabriele, Santo Patrono d'Abruzzo, di cui sono tantissime le testimonianze di miracoli di guarigione avvenuti grazie alla sua intercessione. Il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata si trova a Isola del Gran Sasso che, a sua volta, fa parte del Parco Nazionale, offrendo così non soltanto la possibilità di visitare un luogo importante per il sentimento religioso, ma anche di apprezzare il bellissimo panorama del paesaggio tutto intorno. Le origini del Santuario così come lo conosciamo fanno riferimento ad una piccola chiesa dedicata all'Annunziata accanto alla quale nell'anno successivo alla visita di San Francesco, nel 1215, si costruì un piccolo convento francescano che nel 1847 venne donato ai Passionisti, l'Ordine di San Gabriele. Accanto a questa costruzione storica, arricchita ed ampliata nel tempo, se ne è aggiunta una moderna, di struttura e di grandezza tali da poter accogliere comodamente l'enorme flusso di pellegrini e di fedeli che arrivano ogni anno. Nella chiesa nuova in estate si trovano le spoglie del Santo che durante tutto l'anno sono conservate in quella storica, all'interno di una statua metallica deposta in un'urna in bronzo dorato. Durante la visita al Santuario, oltre al momento dedicato al raccoglimento e alla preghiera, si ha la possibilità di conoscere i luoghi del convento in cui il Santo ha vissuto e di osservare, tramite una vetrata, la camera in cui è spirato, giovanissimo, nel 1862.

IL Nuovo Santuario

La costruzione iniziò il 26 febbraio 1970, sotto la direzione dell’ingegnere Rino Rossi di Bologna per risolvere il problema del continuo afflusso di devoti, che la prima basilica non riusciva più a contenere.
I progetti furono elaborati dagli “Studi Associati Buttura-Massoni” di Milano negli anni ’60, durante il Concilio Vaticano II. I lavori furono affidati prima all’impresa di costruzioni B. Di Pietro e C. di Roma e poi alla ditta Valerii di Montorio al Vomano (TE). Il nuovo santuario (a forma di croce greca), lungo 90 metri e largo 30, è stato realizzato in cemento bianco, vetro e acciaio cor-ten. D’ispirazione ecumenica, la nuova basilica protende le braccia ai quattro punti cardinali e nella sezione richiama la sagoma di una grande nave. La gigantesca cupola in acciaio cor-ten, rame e policarbonato ha una superficie di 1.300 mq ed è sorretta da 4 enormi travoni in acciaio lunghi 32 metri. A forma di tenda, richiama la tenda in cui Dio si incontrava con Mosè, come dice l’Antico Testamento, il luogo privilegiato della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Decine di terrazze che si rincorrono sopra il santuario, un chilometro di fioriere piene di variopinti oleandri, il bianco brillante del cemento armato, le possenti travi in acciaio rendono il nuovo santuario un luogo che invita naturalmente all’incontro con il soprannaturale.  La nuova basilica può contenere complessivamente 10 mila persone, di cui 6 mila nelle navate. Quattro vasti matronei si affacciano sulle navate. Sei distinti ingressi portano alla cripta sottostante. Agli angoli delle quattro navate sono stati ricavati ampi spazi per il servizio ai pellegrini: moderna cappella della riconciliazione, cappella per benedizioni, sala congressi, sale per mostre e sale per gruppi. Un ampio porticato accoglie i pellegrini all’ingresso sud-est della basilica.
Nella parete di fondo della navata nord risalta la grande vetrata del Cristo-luce del mondo. A sinistra, sul mosaico a tutta parete l’artista ha riprodotto il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci; sulla destra campeggia la Vite mistica, al cui centro è inserito il tabernacolo, come un cuore gigantesco in bronzo dorato.

Al centro della basilica è collocato il grande presbiterio sopraelevato. Agli angoli delle quattro navate sei scalinate immettono alla cripta del santo, progettata dall’architetto Abruzzini, che fu solennemente benedetta da Papa Giovanni Paolo II, in visita al santuario, il 30 giugno 1985.
Entrando dal portale principale a sud, si accede, sulla destra, alla Cappella della riconciliazione, progettata dall’architetto Abruzzini, con 30 moderni confessionali a disposizione dei pellegrini, inaugurata da Papa Giovanni Paolo II il 30 giugno 1985. A sinistra dell’atrio di ingresso la grande vetrata istoriata dai colori policromi, che racconta in tre tempi la parabola del figliol prodigo. Sulla parte di fondo della cappella risalta il grandioso mosaico del Mistero pasquale: per la prima volta nella storia dell’arte appaiono in sincronia il Crocifisso, solenne nella maestà della morte, e il Risorto, che richiama il classico affresco di Piero della Francesca. Le due opere d’arte sono state realizzate dall’artista frate cappuccino Ugolino da Bellluno.
Nel 1991 viene realizzato, su progetto dell’architetto Abruzzini, il pavimento in granito rosa Porrino, grigio Gallura, rosso vivo, bianco e grigio scuro Labrador azzurro dell’aula liturgica e lo stupendo presbiterio dal prezioso pavimento cosmatesco (donato dalla famiglia Di Sabatino di Teramo), su cui spiccano l’altare e l’ambone in marmo bianco Cristal jugoslavo. Nel 1997 vengono realizzati i banchi in legno di rovere, su progetto originale dell’architetto Abruzzini. Il Portale centrale del santuario, in acciaio, vetro istoriato e cosmati, è stato realizzato nel 2004 dall’artista Guido Strazza di Roma.

La via crucis in ceramica è stata realizzata nel 2008 dall’artista Nino Di Simone di Castelli (Teramo). Nel 2008 sono state realizzate, sempre dall’artista Di Simone, due pale a fianco del presbiterio. Le pale (ognuna misura metri 5,20×6), una dedicata alla Risurrezione e l’altra alla Crocifissione, sono state modellate in ceramica. Nel 2012 il nuovo santuario si è arricchito di 2 organi a canne. Il primo organo elettronico a canne, dono di una famiglia di Montesilvano (PE), realizzato dalla ditta Augusto Bevilacqua di Bugnara (AQ), è stato collocato nella navata feriale. Si compone di una consolle elettronica a tre tastiere, con 5 registri per un totale di 158 canne.  Il secondo grandioso organo a canne Opus 737, in legno di rovere e canne in stagno e rame, tra cui 100 trombe, è stato costruito nel 1961 dalla ditta tedesca Späth. E’ stato assemblato, rinnovato e ampliato nel 2012 dalla ditta Anselmi Tamburini di Asciano (SI). L’organo è a trasmissione elettrica, è composto da 49 registri, da una consolle elettronica a tre tastiere e dispone di 3.200 canne. Il 2 marzo 2014 è stata inaugurata la grande “Porta degli emigrati”. L’opera, scolpita in bronzo dorato nel 2013 dallo scultore marchigiano Paolo Annibali, ricorderà per sempre il profondo legame tra San Gabriele e le migliaia di emigrati abruzzesi partiti per terre lontane in cerca di nuova vita, con la nostalgia attenuata dalla devozione al santo protettore. Il nuovo santuario è stato solennemente consacrato il 21 settembre 2014 dal cardinale Ennio Antonelli, inviato speciale di Papa Francesco.

 

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